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Assegno di Ricollocazione

L’Assegno di Ricollocazione (AdR) è una misura di politica attiva che consiste in un voucher per disoccupati, per ottenere un servizio di assistenza intensiva e personalizzata alla ricerca di occupazione.

Non si tratta, quindi, di una somma di denaro riconosciuta alla persona disoccupata ma di un buono, spendibile presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati per lo svolgimento dei servizi per il lavoro. L’importo dell’AdR, infatti, viene riconosciuto all’operatore che assiste il disoccupato per il reinserimento lavorativo.

L'AdR è stato istituito dall’art.13, D.Lgs.vo 150/2015, in via sperimentale, lo scorso anno, inizialmente ad esclusivo beneficio dei disoccupati da almeno 4 mesi percettori della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), con la previsione di ampliare la platea di potenziali destinatari una volta terminata questa fase.

Conclusa la sperimentazione, a partire Marzo 2018, l’AdR è entrato a regime e può essere richiesto da tutti gli aventi diritto. La gestione delle domande per l’AdR è stata affidata all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

E' possibile richiedere l’AdR se fai parte di una delle seguenti categorie di soggetti:

  • disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione NASpI da più di 4 mesi;
  • beneficiari del Reddito di Inclusione, se il progetto personalizzato prevede la stipula del patto di servizio di cui all’art.20, D.Lgs.vo 150/2015;
  • lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione guadagno per riorganizzazione aziendale e crisi, di cui all’art.24-bis, D.Lgs.vo 148/2015.

I disoccupati che usufruiscono di misure di politica attiva analoghe all’AdR, erogate da amministrazioni pubbliche centrali o territoriali (Regioni, Province, ecc), possono fare domanda per il voucher solo una volta terminate le stesse.

Se l’AdR è riconosciuto, è possibile scegliere liberamente l’Ente, tra quelli accreditati, da cui farsi assistere.

L'Ente prescelto assegnerà un tutor che provvederà a promuovere il profilo professionale presso potenziali datori di lavoro e selezionare occasioni di lavoro. Assisterà l’iter di candidatura fino all’eventuale inserimento in azienda.

Il percorso di assistenza per la ricollocazione lavorativa deve concludersi entro 180 giorni. Può essere prorogato per altri 180 giorni nel caso di assunzione con contratto di durata almeno semestrale.

L’importo dell’AdR varia in base al grado di complessità del percorso di affiancamento del beneficiario e alla tipologia di contratto dell’eventuale assunzione, da un minimo di € 250,00 ad un massimo di € 5.000,00. In caso di successo occupazionale, il soggetto che ha erogato il servizio di assistenza per il disoccupato può percepire i seguenti importi, in base alla tipologia contrattuale di inserimento:

  • da € 1.000,00 a 5,000,00, nel caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato e in apprendistato;
  • da € 500,00 a 2.500,00, nel caso di assunzione con contratto a termine di durata uguale o superiore a 6 mesi;
  • da € 250 a 1.250,00, nel caso di assunzione con contratto a termine di durata da 3 a 6 mesi, solo per le 5 regioni considerate ‘meno sviluppate’ del Paese, ovvero Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia.

Se il programma di assistenza intensiva alla ricollocazione non raggiunge l’esito occupazionale, ovvero non porta all’assunzione del disoccupato destinatario del voucher, all’Ente che lo ha erogato viene riconosciuta una quota fissa per il solo servizio di affiancamento, denominata ‘Fee4Services’, dell’importo di € 106,50

E' possibile richiedere l’AdR attraverso le seguenti modalità:

  • attraverso l’apposita procedura online, raggiungibile dalla pagina web dedicata all’AdR, cliccando su ‘Richiedi l’Assegno di Ricollocazione’. Per accedere all’applicazione bisogna utilizzare le credenziali ANPAL, se si è già registrato al portale web dei servizi dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, oppure effettuare la registrazione per ottenerle, cliccando su ‘Registrati subito’;
  • rivolgendosi ad uno dei seguenti Enti: Centri per l’Impiego, Agenzie per il Lavoro accreditate, Istituti di Patronato convenzionati con l’ANPAL

Fonte: CPI e Servizi per l'Impiego

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data creazione  data creazione: 05/11/2018« indietro
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