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Esclusione dalla base di computo

L'obbligo di assunzione di personale diversamente abile interessa i datori di lavoro che occupano almeno 15 dipendenti (art.3, Legge 68/1999), è generalizzato e si applica, indifferentemente, nel settore pubblico, come in quello privato. Operano, però, alcune esclusioni collegate alla natura del datore di lavoro o, a particolari, modalità di resa della prestazione.

Esclusioni sulla base di computo

Preliminarmente, si osserva che sono esclusi dalla base occupazionale (art.4, Legge 68/1999), i seguenti lavoratori:

  • lavoratori occupati obbligatoriamente;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • lavoratori con qualifica di dirigenti (nota Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.17699 del 12.12.12);
  • lavoratori assunti con contratto di inserimento lavorativo;
  • lavoratori in apprendistato o reinserimento;
  • lavoratori assunti con contratto di lavoro a domicilio;
  • lavoratori utilizzati per effetto di un contratto di somministrazione ( per quanto attiene l'utilizzatore);
  • lavoratori assunti per attività lavorativa da svolgersi all'estero per la durata di tale attività;
  • soggetti appartenenti alla categorie protette (art.4, comma 2, Legge 92/2012);
  • soggetti impegnati in attività socialmente utili;
  • lavoratori che aderiscono al programma di emersione;
  • lavoratori occupati con contratto a tempo determinati di durata fino a sei mesi

Per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza fini di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell'assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-operativo e svolgente funzioni amministrative e, fino al 31.12.16 (l'art.3, Dlgs.vo 151/2015ha soppresso le parole "e l'obbligo di cui al comma 1, insorge solo in caso di nuove assunzioni" di cui al comma 3, Legge 68/1999, con effetto dal 01.01.17), l'obbligo sorge, unicamente, in caso di nuove assunzioni. Sulla base di quanto dispone l'art.2, comma 5, D.P.R 333/2000, il personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative, è individuato sulla base delle norme contrattuali e regolamentari applicate dagli organismi interessati.

Per i servizi di polizia, della protezione civile e della difesa nazionale, il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi amministrativi. Ai servizi di polizia sono equiparati quelli di vigilanza degli istituti privati, eccezion fatta per le mansioni di semplice attesa e custodia presso mostre, musei, teatri, ecc. Si precisa che, ai fini del computo, ha rilevanza la consistenza dell'organico, con riferimento all'intero territorio nazionale, a nulla rilevando che in ciascuna sede non sia raggiunta il limite minimo per essere soggetti all'obbligo (nota Ministero del Lavoro n.57/2009). Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n.20 del 01.08.2012, ha ritenuto che i servizi di trasporto per le emergenze ed urgenze 118, così come i servizi di polizia e di protezione civile, risultano connotati dalla necessità di fronteggiare situazioni di emergenza, mediante tempestivi interventi, volti alla tutela di beni a rilevanza costituzionale, quali in primo luogo il diritto alla salute e alla conseguente assistenza sanitaria e, pertanto, possono essere assimilati alla categorie indicate dalla norma ex art.3, comma 4, Legge 68/1999, il quale stabilisce che "per i servizi di polizia, della protezione civile...il collocamento dei disbili è previsto nei soli servizi amministrativi".

I datori di lavoro pubblici e privati, che operano nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre, non sono tenuti, per quanto concerne il personale viaggiante, all'osservanza dell'obbligo di assunzione di disabili. Sono, altresì, esclusi, i datori di lavoro pubblici e privati del solo settore degli impianti a fune, in relazione al personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell'attività di trasporto. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n.1/2010, ha precisato che appartengono a tale categoria "i lavoratori mobili del settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre, nonché quei lavoratori del settore dell'autotrasporto, adibito normalmente e prevalentemente ad attività itineranti in misura pari al 51% dell'orario settimanalmente svolto".

Non rientra nella fattispecie il personale occupato con la qualifica di cameriere di bordo per l'esecuzione di un appalto di servizi, avente ad oggetto l'attività di ristorazione sui treni, poiché l'azienda appaltatrice del servizio di ristorazione, datore di lavoro del suddetto personale, non risulta inquadrabile nel settore del trasporto e, pertanto, non soddisfa le condizioni tassativamente richieste dall'art.5, comma 2, Legge 68/1999.

Nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre, rientrano, infatti, i datori di lavoro pubblici e privati, esercenti attività di trasferimento di persone e di cose da un luogo ad un altro, che risultano, quali imprese di trasporto, iscritti nel registro di cui all'art.2188 del Codice Civile e sono tali inquadrati ai fini previdenziali e assistenziali, mentre nel settore dell'autotrasporto rientrano i datori di lavoro pubblici e privati che esercitano, a livello nazionale, l'attività imprenditoriale per la prestazione di servizi di trasporto di cose per conto di terzi, previa autorizzazione ai sensi dell'art.41, Legge 298/1974. Questi ultimi, infatti, risultano iscritti in qualità di imprese di autotrasporto, nell'albo nazionale degli autotrasportatori e nel registro delle imprese di cui alla Legge 443/1985, nonché inquadrati ai fini previdenziali ed assistenziali come imprese di autotrasporto. Ciò che rileva, quindi, non è tanto la mansione svolta, quanto il settore di attività dove l'azienda opera, pertanto il dipendente con mansioni di autista di una azienda inquadrata nel settore terziario, deve essere computato ai fini della determinazione dell'organico aziendale (nota Ministero del Lavoro n.57/2009).

E' escluso dalla base occupazionale per il computo dei lavoratori disabili da assumere il personale dei cantieri e gli addetti ai trasporti delle imprese edili (art.1, comma 53, Legge 247/2007). Il Ministero del Lavoro, con nota n.2256 del 29.01.2008, ha chiarito che il personale dei cantieri deve intendersi la generalità dei dipendenti che operano all'interno del luogo in cui si effettuano i lavoro del settore edile. Ai fini dell'esonero degli obblighi di assunzione si ricomprende nel personale di cantiere del settore edile, anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere, indipendentemente dall'inquadramento previdenziale dei lavoratori.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con nota n.16552 del 12.12.2013, ha chiarito che il personale di cantiere si intende anche quello che opera direttamente nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere (art.4, comma 2, lett.b), Legge 92/2012), indipendentemente dall'inquadramento previdenziale dei lavoratori e dal fatto che l'impresa sia classificabile come edili o applichi il Contratto Collettivo Nazionale Edilizia. I lavoratori occupati in aziende del settore laterizi addetti alla fabbricazione di manufatti in cemento armato, invece, non sono esclusi dal computo della base occupazionale per determinare la quota di riserva perché anche se svolgono attività legate alla produzione di manufatti per l'edilizia non sono qualificabili come personale di cantiere (nota Ministero del Lavoro n.36/2010).

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la risposta ad interpello n.11 del 17.04.15, ribadisce che per la nozione di cantiere, occorre riferirsi alla definizione contenuta all'art.89, comma 1, lett.a), D.Lgs.vo 81/2008, ossia a "qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell'allegato X" del medesimo Decreto.

Pertanto, il personale non appartenente al settore dell'edilizia, incaricato di svolgere le attività di cui all'art.147 e ss., D.P.R n.207/2010 (direttore dei lavori, assistente alla direzione dei lavori, direttore operativo, ispettore di cantiere, coordinatore per l'esecuzione dei lavori), non può essere escluso dal computo della quota di riserva, ai sensi del 2° periodo, art.5, comma 2, Legge 68/1999, atteso che la disposizione in argomento fa riferimento ai datori di lavoro del settore edile, e, dunque, al datore che svolge nell'ambito dei cantieri edile le attività individuate nell'allegato 1, D.Lgs.vo 494/1996, nonché iscritto in qualità di impresa edile nel registro delle imprese di cui all'art.2188 del Codice Civile ed in tal modo inquadrato, ai fini previdenziali ed assistenziali, non rilevando, invece, l'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale Edilizia, come da nota n.13/III/7167 del 02.04.08.

Con riferimento ai soci delle cooperative di produzione e lavoro, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n.23 del 01.08.12, ha evidenziato che la trasformazione da cooperativa in società per azioni comporta che venga considerato il nuovo assetto occupazionale stante che la non computabilità tra i dipendenti dei soci di dette cooperative è prevista per le sole cooperative




 




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